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Articoli taggati con: WGC

ULTIMI ARTICOLI
SINTESI DEL CICLO ECONOMICO NEL 2012 SINTESI DEL CICLO ECONOMICO NEL 2012
25 Marzo 2013
Nel 2012 le esportazioni complessive hanno continuato a segnare un aumento in valore (+10,1% rispetto al 2011) e una flessione (stimata del -8% circa) in termini reali, al netto dell’inflazione (espressa in euro) dei metalli preziosi,. Un calo che deriva dalla generalizzazione dei rallentamenti degli acquisti di gioielleria nel mondo. Secondo le rilevazioni del World Gold Council, nella media del 2012 il calo è stato indicato nel -4% in quantità. Tuttavia l’export orafo italiano costituisce più di un terzo delle vendite di gioielleria dell’intera UE sui mercati extra-europei. E ancor più elevata è la quota relativa alle produzioni dell’alto di gamma. E ciò ha comportato una sensibile crescita (+23,5% del valore medio unitario dell’export italiano. I principali paesi clienti della gioielleria italiana rimangono la Svizzera, gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti, la Francia e la Cina – Hong Kong. Nel 2012 in questi cinque Paesi sono stati inviati quasi i due terzi dell’export complessivo.
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INDUSTRIA ITALIANA DELLA GIOIELLERIA NEI PRIMI 10 MESI 2012 INDUSTRIA ITALIANA DELLA GIOIELLERIA NEI PRIMI 10 MESI 2012
28 Gennaio 2013
L’Istat ha pubblicato i dati delle principali variabili economiche dell’industria italiane della gioielleria nei primi dieci mesi del 2012, anticipando in un certo senso il consuntivo di fine anno. Le esportazioni complessive (che costituiscono quasi i due terzi della produzione di gioielleria) hanno continuato a segnare un aumento in valore (+8,5% rispetto al 2011) e una flessione (-7% ) in termini reali, al netto dell’inflazione (in euro) dei metalli preziosi. Secondo le rilevazioni del WGC – limitate però al periodo gennaio-settembre – il calo è stato indicato nel -10% in quantità. Comunque l’export orafo italiano costituisce più di un terzo delle vendite di gioielleria dell’intera UE sui mercati extra Europa e la quota relativa alle produzioni dell’Alto di gamma si presenta ancor più elevata.  
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WGC: DOMANDA D'ORO IN RIBASSO WGC: DOMANDA D'ORO IN RIBASSO
24 Novembre 2012
Secondo l’ultimo report del World Gold Council, la domanda globale d’oro è scesa dell’11% nel terzo trimestre 2012 rispetto ai livelli record dello stesso periodo dell’anno scorso. L’indebolimento della domanda cinese, causata da un rallentamento della crescita economica, è stato un fattore determinante di questo regresso, mentre il più intenso consumo da parte dell’India ha arginato una caduta maggiore. Il consumo di oro cinese è sceso dell’8% nel periodo luglio-settembre, arrivando a 176,8 tonnellate, sia sotto forma di gioielli che di investimento. I dati dimostrano che l’economia cinese ha rallentato per il settimo trimestre consecutivo, nel periodo che va da luglio a settembre. Lingotti e monete d’oro sono scesi del 12% in Cina, fino a 53 tonnellate, mentre l’acquisto di gioielli è calato del 5%, fino a 123,8 tonnellate. La domanda indiana, invece, è aumentata del 9%, arrivando a 223,1 tonnellate, invertendo la tendenza degli ultimi tre trimestri. Gli acquisti in India nei primi sei mesi erano stati compromessi dagli scioperi dei gioiellieri, dall’aumento dei dazi di importazione e dalla carenza di giorni proficui per i matrimoni. La domanda dei consumatori in India, comunque, resta in calo del 24% nei primi tre trimestri dell’anno e risulta improbabile, secondo le stime di WGC, che si possa registrare un incremento netto nel 2012, nel suo complesso. Infine, il consumo globale di gioielleria si è abbassato del 2% arrivando a 448,8 tonnellate, mentre per monete e lingotti il calo è del 30%. Gli investitori europei, in particolare dei mercati di lingua tedesca, hanno rappresentato metà delle 128.1 tonnellate in diminuzione della domanda in lingotti e monete.  
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L'ORO SI SPOSTA DOVE SI SPOSTA LA RICCHEZZA L'ORO SI SPOSTA DOVE SI SPOSTA LA RICCHEZZA
19 Marzo 2012
Lo spostamento della ricchezza dall’Ovest all’Est del mondo sta gradualmente avvenendo durante il XXI° secolo. Secondo i dati di World Gold Council, la somma degli acquisti d’oro da parte dei privati in Cina e India è il 50% del totale dell’oro comprato nello scorso anno in tutto il mondo. In termini di valore, la domanda d’oro da parte dei privati in Cina è salita ad oltre lo 0,6% del Pil. Un dato che sembra irrilevante se paragonato all’eccezionale 2,7% dell’India, ma che è comunque triplicato negli scorsi 5 anni. Ma in Cina l’importazione di oro è rallentata da una norma entrata in vigore dopo l’ultimo capodanno lunare , la quale obbliga gli importatori a richieder eun permesso ogni volta che richiedono un carico, non solo alla Banca Centrale, ma anche allo State Administration of Foreign Exchange (SAFE). E grazie ad una produzione mineraria da record, l’esportazione di capitale necessaria per pagare la crescente richiesta d’oro della Cina rimane molto inferiore a quella dell’India, che dalla sua però non può vantare nessuna produzione mineraria. Sempre secondo il Wgc, le importazioni lorde nel 2011 hanno totalizzato 969 tonnellate, eccedendo la domanda lorda di 35 tonnellate. Per quanto riguarda la Cina, invece, nel 2011 le importazioni solo da Hong Kong sono triplicate rispetto all’anno precedente per un totale di 428 tonnellate, quantità che supera il nuovo record di produzione che pure ha avuto un incremento del 6% rispetto all’anno precedente per un totale di 361 tonnellate, e pari al 55% dell’acquisto di oro da parte dei privati in Cina. 
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GOLD DEMAND TREND DI WORLD GOLD COUNCIL GOLD DEMAND TREND DI WORLD GOLD COUNCIL
4 Marzo 2012
Il Gold Demand Trends, il rapporto trimestrale di Wgc, registra nel 2011 la crescita della domanda, salita a 4,067.1 tonnellate per un valore stimato di 205,5 miliardi di dollari, segnando un record economico e di quantità: il più elevato dal 1997. La causa principale di questo aumento deriva dalla domanda per investimento, cresciuta a 1,640.7 tonnellate, +5% rispetto al precedente record del 2010 e con un valore di 82,9 miliardi di dollari. I mercati principali sono stati India, Cina ed Europa. I primi due Paesi generano da soli il 55% della domanda di gioielli e il 49% di quella globale. L’India, in particolare, ha censito una domanda di oltre 939 tonnellate. Di quella cifra, oltre 500 tonnellate sono rappresentate da gioielli in oro, mentre il mercato degli investimenti ha raggiunto quota 366. In cina, invece, la domanda nel 2011 è stata di 769,8 tonnellate, +20% grazie a gioielli e investimenti. Anche l’Europa, però, vede crescere la domanda grazie agli apporti di Germania e Svissera. Le banche centrali hanno prolungato la tendenza del 2010 riguardo agli acquisti di oro, saliti da 77 a 439 tonnellate.
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ANDAMENTO CONGIUNTURALE INDUSTRIA GIOIELLERIA ANDAMENTO CONGIUNTURALE INDUSTRIA GIOIELLERIA
19 Dicembre 2011
Secondo le rilevazioni del World Gold Council, la domanda di oro grezzo da parte dell’industria orafa mondiale – dopo un parziale recupero nel primo semestre 2011 (+5,8% in quantità, anno su anno) – ha registrato un consistente arretramento dell’ordine del -10%, nel terzo trimestre dell’anno. Un arretramento ampiamente diffuso tra i vari Paesi, con poche eccezioni: Russia, Cina e Hong Kong. In tale contesto è stata coinvolta la congiuntura orafa italiana, Secondo la stessa fonte, la domanda d’oro da parte dell’industria si è ridotta al -22% in quantità, nel terzo trimestre. Un calo che si è riflesso negativamente – in termini reali – sulle esportazioni e sulla domanda interna di gioielleria. Quanto alle esportazioni in termini nominali (compresa l’inflazione) nel complesso dei primi nove mesi 2011 si è registrato un aumento del 16% rispetto al corrispondente periodo di un anno fa. 
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CRESCITA DELLA  DOMANDA DI ORO PER INVESTIMENTO CRESCITA DELLA DOMANDA DI ORO PER INVESTIMENTO
27 Novembre 2011
Negli ultimi sei mesi i prezzi dell’oro hanno messo a segno un rialzo del 18% e da inizio anno le quotazioni registrano un +22%. Le quotazioni sono state sostenute dalla crescita della domanda, che secondo il rapporto sul terzo trimestre 2011 del World Gold Council ha registrato un + 6% annuo a 1.053,9 tonnellate. L’incremento delle richieste è stato favorito dalla crescita della domanda di oro per investimento, che tra luglio e settembre ha messo a segno un balzo del 33% attestandosi a 468,1 tonnellate. “Si tratta di un aumento – si legge nel Gold Demand Trends – degno di nota a causa della sua ampia diversificazione geografica.” Tutti i mercati, infatti, hanno registrato una crescita a doppia cifra e solo tre Paesi (India, Giappone e Stati Uniti) hanno rilevato una contrazione annua. Per quanto riguarda la domanda da parte dell’industria orafo-gioielliera, le richieste cinesi hanno superato per la prima volta dal 2009 quelle indiane, grazie ad un rialzo del 13% (pari a 131 tonnellate). La domanda indiana, invece, è scesa del 26% (125,3 tonnellate). Nel complesso, il rallentamento globale si è fatto sentire maggiormente sulla domanda in arrivo dall’industria dei gioielli, scesa dal 10% a 465,6 tonnellate. Marcus Grubb, Direttore per gli investimenti del WGC ha dichiarato che “comunque le prospettive per il 2012 sono positive, quando il rallentamento della crescita, la crisi del debito europea, le pressioni inflazionistiche e la domanda in arrivo dall’Asia incrementeranno ulteriormente la domanda per investimento.”
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IL VENEZUELA E L'ORO IL VENEZUELA E L'ORO
16 Ottobre 2011
Il calo dell’oro sui mercati globali può rappresentare una minaccia per il Venezuela, le cui riserve sono in buona parte rappresentate da lingotti del metallo prezioso. Lo scrive El Universal, il giornale di Caracas spiega che in una recente nota al presidente Hugo Chavez, il ministro delle Finanze, Jorge Giordani, e il governatore del BcV (Banco Central de Venezuela), Nelson Merentes, ricordavano che “i paesi usano l’oro come rifugio attivo davanti alla crisi finanziaria che colpisce le principali monete”. Una domanda permanente “che ha causato la crescita del suo prezzo”, osservavano, aggiungendo: “Questo comportamento continuerà per i prossimi anni. Per questo motivo non è conveniente aprire negoziati per la vendita dell’oro”. Ma se il 6 settembre il metallo giallo arrivava alla valutazione record di 1.921,15 dollari l’oncia, solo pochi giorni dopo perdeva il 15 per cento del proprio valore. La flessione, per alcuni analisti, è legata al bisogno degli investitori di monetizzare gli acquisti del metallo prezioso, anche per coprire le perdite registrate sulle piazze finanziare. A ogni modo il calo apre scenari nuovi per il Venezuela le cui autorità potrebbero essere costrette a cambiare strategia. Con il 63 per cento delle proprie riserve in lingotti – dati del World Gold Council – il Venezuela “in America Latina è il paese più esposto al calo del prezzo dell’oro. L’Ecuador, la nazione che segue nella lista, ha il 34,6 per cento delle sue riserve internazionali in lingotti, l’Argentina il 5,5 per cento, il Perù il 3,7, la Colombia, l’1,5 e il Brasile lo 0,5 per cento”.
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IN CINA SCOPPIA LA CORSA ALL'ORO IN CINA SCOPPIA LA CORSA ALL'ORO
26 Settembre 2011
Una vera e propria febbre tra gli investitori cinesi, che ha causato un'impennata delle vendite di monete e lingotti di oltre il 120% nel primo trimestre del 2011 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’oro si conferma ancora una volta come lo strumento difensivo per eccellenza e consolida un apprezzamento da inizio anno del 15%. Secondo il World Gold Council (WGC), insieme all'India, la Cina è il paese in cui la domanda di oro registra ritmi di crescita più forti a livello globale. "La richiesta in Cina è estremamente forte" afferma Marcus Grubb, direttore per gli investimenti del WGC, additando tra i principali fattori che trainano il mercato i timori di rialzi dell'inflazione. Dati alla mano, nei primi tre mesi del 2011 la domanda di lingotti e monete d'oro in Cina è stata pari a 90,9 tonnellate, segnando un incremento del 123% rispetto alle 40,7 tonnellate dello stesso periodo dell'anno precedente. Attualmente le riserve auree rappresentano solo l'1,6% del patrimonio totale della Cina, ma secondo gli analisti è possibile che la Banca Popolare Cinese cominci ad acquistare più oro. Soprattutto data l'incertezza legata ai rendimenti sui treasury bond emessi dalla Fed, sui quali la Cina per anni ha investito perché riteneva il modo migliore per "parcheggiare" il denaro derivante dall'enorme surplus della propria bilancia commerciale.
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All'interno di: BUSINESS » Mercati Tags: CHINA WGC MARCUS GRUBB FED GOLD
LA DOMANDA MONDIALE DI ORO RESTERA' SOSTENUTA NEL SECONDO SEMESTRE DELL'ANNO LA DOMANDA MONDIALE DI ORO RESTERA' SOSTENUTA NEL SECONDO SEMESTRE DELL'ANNO
2 Settembre 2011
Queste le previsioni a medio termine di World Gold Council. “La crisi dei debiti sovrani in Europa, il downgrade degli Stati Uniti (da parte di Standard and Poor's) e le fragili prospettive per l'economia mondiale dovrebbero mantenere alti i livelli di investimento" sull'oro, sottolinea il Wgc nel suo rapporto trimestrale. E’ stato inoltre ribadito come la domanda mondiale resterà elevata grazie a India e Cina, dove nel secondo trimestre la domanda è salita rispettivamente del 38% e del 25% in confronto allo stesso periodo del 2010.  Questi due Paesi, nel periodo aprile-giugno, hanno rappresentato il 52% della domanda globale di lingotti d'oro e il 55% della gioielleria. Nel secondo trimestre dell'anno sono state vendute in totale 919,8 tonnellate di oro, in calo del 17% rispetto allo stesso periodo del 2010, tuttavia la domanda di lingotti è salita del 9% a 307,7 tonnellate e quella di gioielli del 6% a 442,5 tonnellate. Secondo il Wgc, la richiesta di oro da parte di India e Cina dovrebbe restare elevata "a fronte del benessere crescente delle loro popolazioni, la presenza di feste tradizionali propizie per l'acquisto di oro e l'alta inflazione" contro la quale il metallo giallo rappresenta una protezione efficace.
Beni rifugio. Stiamo assistendo a una corsa del mercato verso i così detti "beni rifugio", il franco e l´oro in primis. In entrambi i casi sono stati registrati nuovi massimi con l´oro che – secondo gli osservatori internazionali – “dovrebbe fare ancora un po´ di strada per raggiungere il livello degli anni Ottanta, al di sopra di 2.000 dollari l'oncia se aggiustato in base all´inflazione degli ultimi trent´anni".
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