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ARTICOLI ALL'INTERNO DI: BUSINESS » Report

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FEDERPREZIOSI FEDERPREZIOSI
18 Giugno 2013
L’11 Giugno si è tenuta a Roma l’Assemblea Generale Ordinaria dei Soci della Federazione Nazionale delle Imprese Orafe Gioielliere Argentiere Orologiaie/Confcommercio Imprese per l’Italia  - Problematiche e programmi illustrati dal presidente Giuseppe Aquilino a un anno dal cambiamento dell’assetto associativo    “Negli ultimi dodici mesi abbiamo dovuto affrontare partite difficili e altre ci attendono in un campionato tutto da giocare, ma mi sono reso conto che si è creata una squadra con forte spirito di collaborazione e ben determinata.” Con una metafora calcistica il Presidente Giuseppe Aquilino si è rivolto all’Assemblea dei Soci riunita a Roma martedì 11 Giugno, la prima della rinnovata Federazione.  Realistico e duro il quadro che emerge dalla relazione del presidente Aquilino sulla realtà che l’intero settore orafo si trova ad affrontare, conseguenza diretta di una crisi generale dei consumi che – se nel primo semestre del 2012 aveva lasciato spazio per qualche tiepido ottimismo -  non accenna a invertire la tendenza. Dalle rilevazioni di Federpreziosi in ambito dettaglio, per il solo terzo quadrimestre dello scorso anno si registra un calo delle vendite per tutti i prodotti  “preziosi” pari a  -22%.  E altrettanto negative si presentano per prospettive per il 2013. Anche il comparto orafo risente delle conseguenze delle politiche restrittive di accesso al credito, della crescente pressione fiscale, della contrazione dei consumi di beni di lusso dovuta all’introduzione di spesometro, redditometro, limitazioni nell’utilizzo dei contanti. Ma nello specifico, si aggiungono altri fattori negativi: i prezzi delle materie prime preziose, la crisi del “prestito d’uso”, la mancanza di norme adeguate come nel caso dei “compro oro” o l’applicazione di regole inadeguate come quella relativa al nichel. Federpreziosi conferma l’impegno per ottenere maggiore, rapida e costruttiva attenzione del Governo alle tante problematiche, non ultima la revisione degli studi di settore. A livello di attività associativa interna, la Federazione sta ripensando il proprio ruolo per porsi come una “fabbrica di futuro”, con un  ancor più ampio e condiviso coinvolgimento di tutta la filiera per studiare e proporre nuovi modelli di fare impresa con soluzioni pratiche per gestire il cambiamento a livello di formazione e innovazione in ogni campo: dall’e-commerce, al rilancio culturale dei prodotti italiani, alla promozione.    Un passo ritenuto essenziale è la realizzazione, in stretta collaborazione con le istituzioni, di uno studio completo sul sistema orafo per conoscere la reale identità e area di competenza, la segmentazione del mercato e la sua evoluzione. Si potrà così disporre di un quadro aggiornato e articolato che consenta di mettere a fuoco le aree critiche e le possibilità di partnership tra fabbricazione-distribuzione, nonché  iniziative di comunicazione realmente condivise.  
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All'interno di: BUSINESS » Report Tags: FEDERPREZIOSI GIUSEPPE AQUILINO CHAIRMAN ROME
IL NUOVO LUSSO: PROFILO DEL CONSUMATORE IL NUOVO LUSSO: PROFILO DEL CONSUMATORE
11 Giugno 2013
Ci troviamo di fronte a un nuovo consumatore eclettico, volubile, incostante, che non segue più un modello di consumo lineare condizionato da variabili come il reddito o la classe sociale. Al contempo il profilo lo delinea come curioso, disincantato, attivo, sofisticato, competente, esigente e selettivo. Secondo quanto riscontrato da Brandforum, l’Osservatorio Culturale sul Branding, il consumatore del nuovo lusso non cerca una marca solo per segnalare la propria ricchezza secondo la logica dello status symbol, ma vuole segnalare la sua capacità di apprezzare alcune specifiche caratteristiche del bene. Ricerca infatti brand coerenti con i propri valori e il suo stile personale, non semplicemente perché noti. Più che di status symbol ora si parla di style symbol.
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All'interno di: BUSINESS » Report Tags: CONSUMER LUXURY CULTURAL BRANDING
LA CRISI FAVORISCE LE ASTE LA CRISI FAVORISCE LE ASTE
8 Giugno 2013
I dati parlano chiaro: tra Christie’s e Sotheby’s le vendite mondiali di gioielli hanno raccolto 545,8 milioni di dollari nel 2009. Sono salite repentinamente a 845,9 milioni nel 2010 per poi proseguire a 980,5 milioni nel 2011, sfondando il miliardo (1.028 milioni) nel 2012. Gli esempi di vendite importanti arrivano anche dai dati dei primi mesi del 2013: ad esempio, in aprile, un rarissimo diamante dal colore blu intenso, stimato tra 1 e 1,5 milioni di sterline , alla fine è stato aggiudicato a 6.201.250 sterline, ovvero 7,2 milioni di euro. In Italia, il titolare della neonata casa d’aste International Art Sale - che di recente ha incassato la bellezza di 1,2 milioni di euro in una sera - dichiara che “Oltre alle gemme di assoluta qualità, il vero successo arriva dalle perle singole e da collane di perle naturali di acqua salata.” E i migliori compratori sono indiani o arabi.
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OROLOGI: ABBASSAMENTO DELLE TASSE DI IMPORTAZIONE IN CINA OROLOGI: ABBASSAMENTO DELLE TASSE DI IMPORTAZIONE IN CINA
4 Giugno 2013
Se le esportazioni di orologi svizzeri sono cresciute del 5,7% in valore, dove l’alto di gamma ha continuato a mettere a segno performance positive, incrementando dell’8%, l’attenzione è rivolta però al mercato cinese. Da un lato c’è l’abbassamento delle tasse di importazione di orologi svizzeri in Cina previsto nell’ambito dell’accordo Fta (Free trade agreement) siglato nelle ultime settimane fra la Confederazione elvetica e la Repubblica Popolare. Dall’altro lato, inoltre, si concretizza la notizia di un’intesa Svizzera-Cina per quanto riguarda l’orologeria, siglata da FH (federazione Industria Orologiera Svizzera) e l’elvetico Seco (Segretariato di Stato dell’Economia) e i loro omologhi cinesi per favorire le relazioni commerciali, la difesa del made in Suisse e la lotta alla contraffazione.
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ANDAMENTO GENERALE DEL SETTORE ANDAMENTO GENERALE DEL SETTORE
31 Maggio 2013
L’andamento del settore della gioielleria è fortemente legato al prezzo dell’oro, che ha vissuto un lungo periodo di crescita, ma da qualche mese ha visto ridimensionate le sue quotazioni. Secondo quanto elaborato all’interno del Gold Industry Report, redatto dall’Università di Verona per Fiera di Vicenza, rispetto ai picchi del passato, il metallo giallo ha perso circa un terzo del suo valore nei primi tre mesi di quest’anno, per poi recuperare una piccola quota negli ultime settimane. Il trend di debolezza della materia non è, comunque, necessariamente un male – a detta di Andrea Beretta Zanoni, responsabile del report – in quanto, se da una parte potrebbe penalizzare la vendita in valore, dall’altro potrebbe favorire gli acquisti anche in tempi di ristrettezze economiche per molte famiglie.
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GRUPPO RICHEMONT: ACCORDI CINESI GRUPPO RICHEMONT: ACCORDI CINESI
20 Maggio 2013
Il gruppo svizzero del lusso Richemont e la catena cinese di gioielleria Chow Tai Fook hanno raggiunto nei giorni scorsi un accordo per costituire una joint venture al fine di agevolare la vendita di orologi di fascia alta in Cina. La nuova joint venture che vede alla pari ciascuna delle due parti, sarà responsabile per le vendite del Gruppo Richemont di Baume & Mercier in Cina. Quotata nel 2011, Chow Tai Fook è un retailer di gioielli leader in Cina continentale, Hong Kong e Macao.   
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BELLO E BEN FATTO ITALIANO NEL MONDO BELLO E BEN FATTO ITALIANO NEL MONDO
18 Maggio 2013
La quarta edizione della ricerca “Esportare la dolce vita 2013” curata da Centro Studi Confindustria e Prometeia e presentata nei giorni scorsi ha rivelato che le vendite italiane all’estero di prodotti belli e ben fatti (BBF) sono state di 61 miliardi di euro nel 2012, il 15,5% del totale delle esportazioni manifatturiere italiane. L’8% viene dall’oreficeria – gioielleria, mentre i risultati maggiori si rilevano dall’alimentare (32%) e dall’abbigliamento e dal tessile casa (27%). Poi via via tutto il resto con il 16% proveniente dai beni d’arredo, il 12% dalle calzature e il 4% dall’occhialeria.
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LA DOMANDA MONDIALE DI GIOIELLERIA LA DOMANDA MONDIALE DI GIOIELLERIA
16 Maggio 2013
Nel primo trimestre del 2013 la domanda di gioielleria in oro ha registrato una ripresa, raggiungendo il valore record di 28,9 bln US$. Questo emerge dal periodico report emesso da World Gold Council nel quale si esaminano i fattori economici, demografici e politici secondo i quali i consumatori di tutto il mondo hanno fatto sentire la loro presenza. Secondi il report, India e Cina insieme contribuiscono al 62% della domanda globale del 1° trimestre e generano una crescita anno su anno del 15% e del 19% rispettivamente. In Cina il primo trimestre si presenta molto forte, grazie agli acquisti per il Capodanno e la domanda di gioielli è stata piuttosto pronunciata grazie alla fiducia nelle nuove prospettive economiche cinesi. In India, il mercato della gioielleria ha beneficiato di uno sviluppo supportato da una buon raccolto di primavera e relativo impatto sui redditi della popolazione rurale; un abbassamento del prezzo locale dell’oro durante lo scorso Febbraio quando la rupia, ha recuperato alcune perdite sul dollaro del 2012; i preparativi in vista del secondo trimestre connessi ai matrimoni.    
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All'interno di: BUSINESS » Report Tags: WORLD GOLD COUNCIL CHINA PRICE 2013
IL FUTURO DEL GIOIELLO MONDIALE IL FUTURO DEL GIOIELLO MONDIALE
11 Maggio 2013
Secondo quanto emerso dalla prima edizione di Link – Jewelry Summit (acronimo di Learn, Image, Network Know), organizzata a Vienna lo scorso aprile dal gruppo Swarovski in collaborazione con International Herald Tribune, il futuro del gioiello mondiale sarà basato soprattutto sul brand. Inoltre, è stato sottolineato anche come i fenomeni ai quali assisteremo saranno completamente diversi da qualsiasi altra cosa vista in passato, principalmente a causa del sostanziale atteggiamento del consumatore sempre più propenso a non subire le proposte commerciali ma a servirsene. Sulla base dei dati emersi da uno studio elaborato dal gruppo Mckinsey, nei prossimi vent’anni l’industria del gioiello avrà una crescita sorprendente, tanto da eguagliare le cifre ottenute dal settore dell’abbigliamento negli ultimi 2-3 decenni. Il mercato odierno, secondo il direttore McKinsey Thomas Tochtermann, potrebbe passare da 148 miliardi di euro a quota 250 miliardi entro il 2020 con un tasso di crescita annuo del 5-6 per cento.   
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All'interno di: BUSINESS » Report Tags: LINK JEWELLERY SUMMIT WIEN MCKINSEY THOMAS TOCHTERMANN
PRODUZIONE ORO: TENDENZA FRAMMENTAZIONE PRODUZIONE ORO: TENDENZA FRAMMENTAZIONE
10 Maggio 2013
Secondo gli analisti del settore, la crescente tendenza verso la frammentazione della produzione mondiale d’oro ha molte conseguenze, come, per esempio, una diminuzione della resilienza delle miniere d’oro che realizzano il prezzo più basso per oncia d’oro. Dal 2008 al 2012 la produzione mondiale di oro è aumentata da 2.260 a 2.700 tonnellate. La produzione è stata trainata da un aumento della domanda e da una temporanea diminuzione dei costi di produzione a causa della crisi del 2008. La chiusura delle miniere dagli elevati costi di gestione potrebbe avviare un calo della produzione mondiale d’oro.
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